DISORDINE
Una capra barbuta e bianca,
CASALINGA
VELOCITA’
* (nome dialettale del Taraxacum officinale)
UNA FORMICA
TI HO VISTA
VORREI AMARTI
IL SOLE
L’OCCHIALE
RAVIOLA
TI AMO
E PENSO A TE
UN POMPELMO
SEGREGAZIONE
VENNE IL GIORNO
VENNE LA SERA
DISORDINE
Una capra barbuta e bianca,
muore sopra la panca.
CASALINGA
Oh casalinga, versione moderna dell’antica arzdoura!
Ti vedo accudire i tuoi bambini,
con la testa avvolta in bigodini
che servono a tenere in piega i tuoi capelli
per farli sembrare poi più belli,
questa sera alla festa danzante
dove il liscio ballerai con l’abito elegante.
Hai convinto finalmente tuo marito
che per tre mesi con te non è uscito.
Ma lo so che te stessa inganni!
Fingerai d’essere felice, d’avere meno anni,
ma intento sognerai d’essere in Brasile
e di ballar la samba con l’uomo più virile.
GALLINA
Oh gallina, animal pennuto dell’aia
Perché stupida sei e chiocci sì gaia?
Ché forse hai capito la vita
Ed hai la quintessenza tra le dita?
Oh allegro animal piumato,
il becchettar frumento la gioia ti ha dato?
Il deporre uova nel nido o tra la paglia,
ti toglie l’ansia che invece l’uomo attanaglia?
Oh se far come fai tu potessi
più non avrei pensieri alla mente connessi!
Oh gallina forse ho carpito il tuo segreto,
di esporlo alla gente non farmene divieto!
BOVE
Oh bove, animal castrato,
tu tiravi beatamente il tuo aratro!
Bianco immacolato o nero pezzato
tu hai destato nei poeti
immagini bucoliche, pensieri lieti!
Ora gettando lo sguardo ai campi
più non si vede la tua possente figura,
più non vediamo i tuoi pettorali ampi,
ad ammassi di ferraglia è affidata l’aratura!
E certo questo moderno ciarpame
non ha il fragrante odor del tuo letame!
TARTUFO
Come un tartufo da sotto la terra
aspetta il suo cane,
così io aspetto.
VISIONE
Un branco di cammelli verdi cammina sulle acque.
TEMPO
Uno stormo di pterodattili cade.
VELOCITA’
Una mucca
Una mucca pezzata nera supera una capra di gran carriera.
Un luccio
Un lucente luccio supera un branco di viscidi girini.
ROSPO
Un rugoso sputa su un appassito piscialetto. *
* (nome dialettale del Taraxacum officinale)
POMODORO
Un pomodoro rosso di vergogna dice al verde cetriolo:
“Beato te!”.
GINEPRO
Cosa fa un ginepro nel bosco?
Chi può dirlo!
ANGUILLA
L’anguilla …… sguilla!
COCCINELLA
Attraversando il prato
calpestai una coccinella.
Oh com’era bella!
Però è più bella tua sorella,
più della coccinella!
SANDWICH
Sandwich, panino adolescente,
tu sei piccolo non sai di niente,
ma non ti preoccupar non è tua colpa.
Quando diventerai, se mai lo potrai più grande,
allora sarai farcito non più da insipida insalata
e da insipido salume,
ma da salse piccanti, da allegre maionese
e i soldi per comprarti sì saran ben spesi!
UNA FORMICA
Una formica va sulla spica,
prende un granello, dice: “Che bello!”
e se ne và.
Poi arriva il formicone:
“Oh Lella, com’eri bella!”.
TI HO VISTA
Si ti ho vista, in piazza ad Avola,
in un enorme gelato che come un enorme bambino ho mangiato.
Ho riconosciuto i tuoi biondi capelli
nel giallo dello zabaione,
la tua pelle abbronzata nello scuro del cioccolato.
Volevo contemplarti
ma ti scioglievi.
Ti ho mangiata.
Sei dolce!
VORREI AMARTI
Vorrei amarti come amo i tortellini in brodo.
Vorrei amarti come amo la polenta con la salsiccia.
Vorrei amarti come amo le tagliatelle alla bolognese.
Vorrei amarti
ma non c’è sugo!
IL SOLE
Il sole sorge
E il suo sguardo ti porge.
C’è chi non se ne accorge
ma il sole sorge!
L’OCCHIALE
L’occhiale che si frappone
tra il tuo occhio e il mondo,
è come il catafillo della cipolla
che si frappone fra la sua anima e l’esterno.
RAVIOLA
Oh raviola, lontana cugina del biscotto,
cosa nascondi dentro di te, cosa hai sotto?
Marmellata
cioccolato
o un impasto salato?
Mangiarti è un’avventura
poco duratura
un piacere ai più incompreso.
Beato chi lo ha inteso!
TI AMO
Ti amo come amo la mucca per il suo latte,
Ti amo come amo la gallina per le sue uova,
Ti amo come amo la pecora per la sua lana,
Ti amo come amo la terra perché mi dà le patate,
Ti amo come amo l’albero perché mi dà la frutta.
Insomma ti amo e te csa pistolet?
E PENSO A TE
Quando l’acqua del lago si increspa
e gracidano le rane, io penso a te,
ai tuoi capelli gialli come la stoppia di grano,
ai tuoi occhi, due paludosi acquitrini,
alle tue orecchie due foglie di lattuga,
alle tue labbra color conserva di pomodoro.
E quando la gallina fa coccodè
Oh mia cara io continuo a pensare a te.
UN POMPELMO
Come un pompelmo israeliano
sta in una piantagione ai confini della Palestina
così io sto accanto a te.
SEGREGAZIONE
Un’acciuga
Un’acciuga dal chiuso della sua piccola scatoletta metallica
gridò: “Aprite!”.
Un pisello
Un pisello dal suo verde baccello urlò:
“Anch’io voglio far parte di un minestrone!”.
VENNE IL GIORNO
Venne il giorno
e l’accolsi dormendo
volevo toglierlo di torno
ma ritornò insistendo,
la sua luce feroce
mi colpiva la pupilla,
avevo un male atroce
ma la luce brilla!
VENNE LA SERA
Venne la sera
e l’accolsi contento
la sua luce era nera
ma toglieva il tormento
di un giorno passato
senza vicino un affetto
un giorno consolato
da un gelato da un etto!
Il poeta ritratto in un momento di massima intensità emotiva.